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FINANZIAMENTO E RATE NON PAGATE

In questo momento storico mi è capitato spesso di avere a che fare con clienti che si trovano a dover affrontare una richiesta di pagamento e di non sapere cosa fare. Sempre più spesso l’ente finanziatore trova più conveniente cedere in blocco i crediti a società che poi si occuperanno di recuperarli.

CONSULTATI CON UN PROFESSIONISTA

Anche in tali casi è importante consultarsi con un professionista che possa valutare appieno il rispetto della normativa e, eventualmente far valere le proprie ragioni.

Le cessioni di migliaia di crediti pecuniari, derivanti da contratti di finanziamento non onorati, avviene a mezzo pubblicazione dell’avviso sulla Gazzetta Ufficiale; in base a tale atto le società chiedono all’Autorità Giudiziaria l’emissione di un decreto ingiuntivo.

OPPOSZIONE ENTRO QUARANTA GIORNI

In caso di mancata opposizione entro 40 giorni, tale decreto diventa esecutivo e, pertanto, la società cessionaria può procedere al recupero del credito mediante esecuzione forzata.

E’ fondamentale rivolgersi ad un professionista prima del decorso di tale periodo per valutare eventuali ragioni di opposizione.

Di solito la società creditrice pretende di quantificare il proprio credito con la certificazione ex art. 50 T.U.B. ed allegando una richiesta di finanziamento. Omette di produrre il contratto di finanziamento comprensivo delle condizioni generali.

Nei contratti bancari, però, al fine di ottenere l’emanazione del decreto ingiuntivo, si ha l’obbligo di allegare, al ricorso per ingiunzione di pagamento, il contratto di finanziamento redatto in forma scritta come richiesto a pena di nullità dall’art. 117 TUB.

REVOCA DEL DECRETO INGIUNTIVO

Solo da questo si possono evincere aspetti contrattuali e contabili decisivi per la valutazione e la corretta determinazione del rapporto di finanziamento.

Per altro in caso di nullità del contratto consegue la non debenza di alcun tasso di interesse (oltre che spese e commissioni); questo in quanto né l’art. 117 TUB né l’art. 1284 c.c. prevedono in caso di nullità assoluta del contratto l’applicabilità di un tasso di interesse (che sia B.O.T. come nell’art. 117 TUB o che sia legale come nell’art. 1284 c.c.).

In assenza del contratto di finanziamento appare pacifico che l’asserito credito vantato non sia provato, né determinato e certo nel suo ammontare.

Tale fatto, da solo, costituisce già motivo per richiedere al Giudicante di disporre la revoca del decreto ingiuntivo.

La richiesta di finanziamento non ci dice niente in ordine all’accoglimento dello stesso e delle eventuali condizioni, inoltre nulla viene detto in ordine alle modalità di erogazione dell’importo finanziato. È onere di parte richiedente provare di aver erogato la cifra richiesta per dimostrare che il credito di cui è cessionaria derivi da un valido contratto di finanziamento e rientri nell’ambito dei diritti di cui alla cessione pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.

Cass. 13.09.18 n.22268: La pubblicazione dell’avviso della cessione dei crediti nella Gazzetta Ufficiale, necessaria ai fini dell’efficacia della cessione stessa, non è sufficiente per dimostrare l’esistenza del contratto di cessione ed il suo specifico contenuto.

Quindi contatta immediatamente un professionista di fiducia nel caso in cui ti trovi in una situazione analoga.

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