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Inosservanza del diritto di visita del figlio minore

avv. vincenzo vingolo

Corte di Cassazione Ordinanza n.6471 del 6.03.2020

La questione esaminata dalla Corte di legittimità di cui all’Ordinanza n.6471 del 6.03.2020, Presidente Bisogni, Relatore Scalia, ha dovuto stabilire se il diritto dovere di visita del figlio minore, proprio del genitore non collocatario, sia suscettibile di coercibilità in via indiretta secondo le modalità di cui all’art.614 bis c.p.c. (ovvero tramite condanna a pagare al minore una somma di denaro stabilita dal giudice, su richiesta di parte,  per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione del provvedimento).

Nell’ambito dei rapporti tra genitori e figli, il diritto di visita del genitore non collocatario è esercitabile, dal genitore che voglia o debba svolgere il proprio ruolo concorrendo con l’altro ai compiti di assistenza, cura ed  educazione della prole. Si è soliti distinguere il diritto di visita, quello che potrebbe essere ostacolato dall’altro genitore, che è tutelato attivamente dall’ordinamento tramite l’applicazione di risarcimenti e sanzioni secondo il sistema modulare previsto dall’art.709  ter c.p.c. (in caso di gravi inadempienze o di atti che comunque arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto svolgimento delle modalità dell’affidamento, il giudice può modificare i provvedimenti in vigore e può, anche congiuntamente:   1) ammonire il genitore inadempiente; 2) disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti del minore; 3) disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti dell’altro;   4) condannare il genitore inadempiente al pagamento di una sanzione amministrativa); dal dovere di frequentazione e visita del figlio minore. Quest’ultimo è espressione dell’autodeterminazione del soggetto e deve, come tale, essere rimesso, nel suo esercizio, alla libera e consapevole scelta di colui che ne sia onerato.

La Suprema Corte, pertanto, esclude la coercibilità e l’impossibilità di applicare l’art 614 bis cpc perchè quest’ultimo presuppone  l’inosservanza di un provvedimento di condanna; il diritto (dovere) di visita può essere regolamentato nei tempi e nei modi, ma non può mai costituire oggetto di una condanna ad un facere sia pure infungibile.

La non coercibilità, però, non esclude che al mancato esercizio del diritto di visita possano conseguire altri effetti quali: l’affidamento esclusivo in capo all’altro genitore, la decadenza dalla responsabilità genitoriale,  la responsabilità penale per la violazione degli obblighi di assistenza familiare, quando la condotta configuri una dismissione delle funzioni genitoriali tale da mettere in pericolo il pieno ed equilibrato sviluppo della personalità del minore